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Federico II




La proposta, personalizzabile per la definizione dell'itinerario, è rivolta esclusivamente a gruppi precostituiti e prevede la visita dei castelli federiciani in Calabria, Basilicata e Puglia, quali il castello normanno/svevo di Cosenza, il castello di Roseto Capospulico, il castello di Melfi, il castello di Venosa, il castello di Lucera, il castello di Trani e il Castel del Monte.

In fase di definizione è possibile richiedere l'aggiunta di ulteriori località al momento non previste, o modificare la durata del tour rispetto alle esigenze del gruppo. La presenza di un nostro esperto storico sul periodo etrusco è garantita indipendentemente dal periodo richiesto e dalla struttura del viaggio. Richiedete qui un preventivo personalizzato.



LE METE DEL VIAGGIO.

Castello normanno/svevo di Cosenza: Cosenza fu sempre un importante snodo strategico alla confluenza del Crati e del Busento, in grado di controllare una fertile valle ed i suoi ricchi pendii. Il Colle San Pancrazio ospitò una fortezza già in epoca Bruzia e successivamente una fortificazione araba. Federico fece edificare il suo castello sulla precedente costruzione normanna di Ruggero II, che aveva sostituito quella greca. Secondo una tradizione oggi non più seguita, nel 1235 Federico II vi incarcerò suo figlio Arrigo lo Zoppo, reo di collusione con i comuni dell'Italia settentrionale ribellatisi all'imperatore.
Castello di Roseto Capo Spulico: un monastero sulla scogliera, lungo il bordo del golfo di Taranto, diventa nell'XI secolo Castrum Petrae Roseti, ad opera del Guiscardo, confine tra le sue terre e quelle di Ruggero. Federico II lo requisì ai Templari (la loro architettura è ben presente e visibile) per lasciarlo alla sua morte ai figli legittimi, destinando il territorio di Roseto al suo vero erede: Manfredi.
Castello di Melfi: anche il castello di Melfi era una antica fortezza Normanna che Federico fece restaurare dandole l'aspetto attuale. Melfi è uno snodo strategico della vicenda umana e politica di Federico. A Melfi conobbe Bianca Lancia e probabilmente fu concepito Manfredi, ma soprattutto a Melfi nel 1231 furono promulgate le Costituzioni Agustee, ovvero la visione politica dell'Imperatore. Parteciparono alla stesura il filosofo Michele Scoto e il suo uomo di fiducia, Pier delle Vigne. E' singolare come due delle grandi figure di quegli anni felici di Melfi, Bianca Lancia e Pier delle Vigne, siano state accomunate da identica sorte, suicidi per le accuse, probabilmente insensate, di un Federico ormai al tramonto della sua vicenda umana.
Castello di Venosa: nel 1456 il cielo di Venosa era stato attraversato dalla cometa di Halley, sei mesi dopo a dicembre, un violentissimo terremoto sconvolse la città e le sue fortificazioni. Quattordici anni dopo Pirro del Balzo, Signore di Venosa, sacrificò sul pianoro un'antica Cattedrale Romanica per costruire il Castello. Il modello è quello dei grandi castelli di Napoli, Castelnuovo e il Maschio, la funzione è duplice, quella militare di fortezza, quella signorile di rappresentanza, che un così imponente edificio assolve egregiamente.
Santuario di San Donato a Ripacandida: un'antica tradizione afferma che Ripacandida sia sorta a seguito delle invasioni dei Goti di Alarico nel V sec. d.C. i quali misero in fuga gli abitanti di Candida Latinorum. Per difendersi dalle invasioni barbariche i cittadini scelgono il colle e costruiscono le loro case intorno al piccolo tempio dedicato a Giove. Fu centro fortificato dai Longobardi e sotto i Normanni partecipò attivamente alla Prima Crociata al tempo di Boemondo d'Altavilla, figlio di Roberto il Guiscardo. La Chiesa di San Donato è citata in una bolla papale del 1152. Considerata monumento nazionale ha la struttura architettonica romanico con un bel portale del XVII sec. Recentemente è stata gemellata con la Basilica di San Francesco di Assisi per gli affreschi che rappresentano episodi del Vecchio e Nuovo Testamento.
Castello di Lucera: Lucera ed il suo castello furono testimoni di uno straordinario esperimento politico di Federico. Il castello, costruito sui resti dell'acropoli romana, fu eretto per poter rinchiudere e sorvegliare 1200 musulmani provenienti dalla Sicilia e restii a ogni tentativo di pacificazione. Un esempio di pulizia etnica che diede i suoi frutti tanto che i musulmani divennero fedelissimi sudditi di Federico e, più tardi di suo figlio Manfredi. Carlo d'Angiò valorizzò ulteriormente le potenzialità militari del luogo e le sue lunghe mura continuarono la tradizione di grande piazza d'armi di Lucera.
Castello di Trani: il castello di Trani guarda un mare ostile e pericoloso. E' costruito su uno scoglio circondato da acque basse al centro della rada a proteggere il confine orientale del Regno. A una torre del castello Federico II fece impiccare Pietro Tiepolo, figlio del doge di Venezia Jacopo Tiepolo: Pietro, podestà di Milano, fu preso prigioniero nella battaglia di Cortenova del 1237. Fu dimora prediletta di Manfredi che nel 1259 a Trani sposò la seconda moglie Elena Ducas.
Castel del Monte: Castel del Monte è un enigma, uno dei tanti lasciati da Federico, certo il più affascinante. Non è una fortezza, non ne ha caratteristiche particolari ed il luogo dove sorge non ha alcuna rilevanza strategica; non è una residenza per la caccia: troppo raffinato per esserlo e completamente privo di ogni adeguata struttura per tale scopo; è assurda come residenza gentilizia, priva di saloni, di servizi, persino di corridoi. E allora? Forse un luogo del sapere, o una testimonianza in pietra del sapere? O uno scrigno per custodire?
Castello di Lagopesole: il castello di Lagopesole fu uno degli ultimi costruiti da Federico, nell'ultimo decennio del suo Regno. Quasi certamente, come spesso aveva fatto, riadattò una precedente fortificazione normanna, ma vi affiancò una parte residenziale assai ampia. Forse pensando a Bianca Lancia? Non lo sappiamo, ma Lagopesole divenne l'ultima dimora di un'altra principessa. Si dice vi siano notti, a Lagopesole, specie quando la luna è piena e con il suo chiarore diffuso sigilla rumori e colori rendendo immobile la campagna circostante, nelle quali una luce più intensa appare e scompare in corrispondenza del castello, accompagnata da lamenti, invocazioni e singhiozzi disperati.
Borgo di Acerenza: situata al confine tra la Puglia e la Basilicata si trova l'Oppidum di Acherunthia, descritta da Francois Lenormant, come uno dei borghi più belli e selvaggi della Basilicata. La Cattedrale dell'Assunta è una costruzione in stile romanico-gotico, uno dei monumenti architettonici più importanti della Basilicata.



LE IMMAGINI.

Il castello di Melfi   Il castello di Trani   Il borgo di Acerenza

Il Castel del Monte   Il castello di Venosa   Il castello di Lucera




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