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Redipuglia e il Carso




Redipuglia e il Carso

IL CONTESTO STORICO.

Il fronte italiano, interessato dalla Grande Guerra, si estendeva per circa 650 chilometri e fu proprio su quello dell'Isonzo che si combatterono le battaglie più dure e sanguinose: ben undici dall'estate del 1915 all'estate del 1917. Nelle sole battaglie citate, l'Italia perse circa 627.500 uomini fra morti, feriti, dispersi e prigionieri; gli austo-ungarici circa 489.500.
I due eserciti si fronteggiarono lungo un fronte che andava dalla conca di Plezzo al monte Sabotino che domina le colline davanti a Gorizia; l’Isonzo scorre tra due ripidi versanti montani, costituendo un ostacolo quasi invalicabile. Qui italiani ed austro-ungarici combatterono per mesi, riparati da linee trincerate che si dovevano per forza adattare all’orografia e alle caratteristiche del campo di battaglia.
Gli austro-ungarici si opposero dunque ai reparti italiani su una linea quasi sempre dominante che passava per luoghi ora famosissimi per gli appassionati e gli studiosi del periodo: monte Rombon, monte Nero, Tolmino, Santa Lucia, Santa Maria, monte Kuk, monte Vodice, monte Santo, Oslavia, Podgora, monte San Michele, San Martino del Carso, monte Sei Busi, Doberdò, monte Debeli e monte Cosich.
I soldati italiani, occupate Gradisca e Monfalcone, si attestarono in trincea sul primo ciglione carsico, a poca distanza dalle posizioni austro-ungariche. Dalle posizioni di partenza i due eserciti si dissanguarono con assalti e contrattacchi che spesso portarono alla conquista di pochi metri o di nuove posizioni di scarsa rilevanza strategica.
Ed infine Caporetto. La battaglia di Caporetto o dodicesima battaglia dell'Isonzo venne combattuta dal 24 ottobre 1917 e rappresenta ancor oggi la più grave disfatta dell'esercito italiano. Le truppe italiane, impreparate ad una guerra difensiva e duramente provate dalle precedenti undici battaglie dell'Isonzo, non ressero l'urto delle forze nemiche e dovettero ritirarsi fino al fiume Piave subendo gravi perdite in termini di uomini e materiale. La sconfitta portò alla sostituzione del generale Luigi Cadorna con Armando Diaz.
Alle 2:00 in punto del 24 ottobre 1917 le artiglierie austro-germaniche iniziarono a colpire le posizioni italiane dal monte Rombon all'alta Bainsizza. Alle 6:00 il tiro cessò dopo aver causato danni modesti e riprese mezz'ora dopo. Nel frattempo i fanti di von Below, comandante della 14ª Armata, si avvicinarono notevolmente alle posizioni italiane, ed alle 8:00 senza neanche aspettare la fine dei bombardamenti, andarono all'assalto delle trincee italiane. Spicca in queste prime fasi il comportamento del futuro feldmaresciallo Erwin Rommel che, allora tenente, a capo di soli 500 uomini e in una sola giornata catturò ben 9.150 soldati e 81 cannoni italiani.
Contrariamente alle previsioni dei generali tedeschi, l'esercito italiano, anche se in preda al caos, non era in completo sfacelo, e oppose in alcuni punti una valida resistenza; inoltre la situazione delle artiglierie si era parzialmente livellata tra i due schieramenti, in quanto gli italiani le avevano perse nei primi giorni dell'offensiva, e gli austro-tedeschi non riuscirono a farle stare al passo della rapida avanzata delle loro fanterie. Cadorna, sin dalla mattina del 25 ottobre, passò al vaglio l'idea di ordinare una ritirata generale. Già il 27 ottobre il comandante supremo del Regio Esercito diede disposizioni alla 2ª e 3ª Armata di riparare dietro il Tagliamento, mentre alla 4ª Armata, in linea sul Cadore, disse di spostarsi sulla linea di difesa ad oltranza del Piave.
In generale la ritirata avvenne in una situazione caotica, caratterizzata da diserzioni e fughe che sfoceranno in alcune fucilazioni, mista ad episodi di valore e disciplina durante i quali molti ufficiali inferiori, rimasti isolati dai comandi, acquisirono notevole esperienza di un nuovo modo di fare la guerra, ora più rapida. L'ultimo episodio di resistenza italiana sul Tagliamento iniziò il 30 ottobre presso il comune di Ragogna: gli austro-ungarici, temporaneamente bloccati dal fuoco avversario, non riuscirono ad impadronirsi dell'importante ponte di Pinzano al Tagliamento, ma si riscattarono il 3 novembre quando attraversarono il ponte di Cornino poco più a nord, rimasto solamente danneggiato, e non distrutto del tutto, dalle cariche esplosive dei genieri italiani.
Cadorna, venuto a sapere della caduta di Cornino il 2 novembre e di Codroipo il 4, ordinò all'intero esercito di ripiegare sul fiume Piave, sul quale nel frattempo si erano fatti significativi passi avanti nell'impostazione di una linea difensiva proprio grazie agli episodi di resistenza sul Tagliamento. In pianura però gli austro-tedeschi non ebbero analogo successo e molte unità italiane si riorganizzarono per raggiungere il Piave, l'ultima delle quali vi si posizionò il 12 novembre. Dall'inizio delle operazioni il 24 ottobre all'8 novembre i bollettini di guerra tedeschi avevano contato un bottino di 250.000 prigionieri e 2.300 cannoni.
Al termine del conflitto nacque l'idea di riunire in un unico cimitero tutti i caduti della III Armata, e fu scelta appunto Redipuglia, piccola frazione vicino ai monti Sei Busi e San Michele, epicentri di scontri tragici e grandiosi. Il cimitero sorse dapprima sul colle di Sant'Elia in un'area di 80 mila metri quadrati posta di fronte all'attuale sacrario. Il cimitero di Sant'Elia però dimostrò di non poter resistere a lungo all'usura del tempo e fu deciso quindi di abbandonarlo, costruendone uno nuovo di fronte ad esso sulla collina di quota 89.



LE METE DEL VIAGGIO.

Il Sacrario di Redipuglia è il più grande e il più imponente fra i cimiteri militari italiani. Vi sono raccolte e custodite le salme di circa 100.000 caduti, di cui 40.000 noti e 60.000 ignoti. Fu inaugurato ufficialmente da Benito Mussolini il 18 settembre 1938. L'opera monumentale si presenta come un imponente e ordinato schieramento militare con alla testa i suoi comandanti. Alla base della scalinata sorge la tomba del Duca d'Aosta, comandante della III Armata, affiancata da quelle dei suoi generali. Alle spalle di queste si ergono 22 gradoni che contengono le salme dei caduti noti. Sul gradone più elevato, ai lati della cappella votiva, sono conservati i resti dei caduti ignoti.
Di fronte al sacrario vi è il Colle Sant'Elia che fu sede del Cimitero dei Trentamila Invitti della Terza Armata, dove per volontà del Duca d'Aosta, nell'immediato dopoguerra, vennero tumulate le salme di 30.000 soldati caduti sul fronte del Carso e dell'Isonzo. Dopo lo smantellamento del cimitero ed il trasferimento delle salme in quello attuale, il Colle Sant'Elia è ora divvenuto Parco della Rimembranza. Proprio in prossimità del colle troviamo il Museo della Grande Guerra, al cui interno sono presenti importanti testimonianze degli avvenimenti che qui si verificarono.
Il Cimitero austo-ungarico di Fogliano si trova ad un chilometro circa dal Sacrario di Redipuglia e raccoglie le salme di 14.550 soldati provenienti dai vari cimiteri di guerra dimessi. Nel Campo Santo un viale, delimitato da alti cipressi, conduce alla grande tomba comune dove riposano 7.000 soldati ignoti.
Proprio alle spalle del sacrario troviamo il famoso Monte Sei Busi, teatro di aspre battaglie, ove è ancora possibile visitare, conservato in buono stato, il cosiddetto "trincerone" italiano, una delle tante opere ancora presenti a testimonianza della dura vita del soldato.
Il Monte San Michele è uno dei monti più alti della zona carsica goriziana; da questo monte i soldati ungheresi della Divisione "Honved" controllavano le sottostanti trincee italiane. Dopo la presa di Gorizia e con lo spostamento del fronte austriaco, le caverne furono ampliate e adattate per le esigenze dell'artiglieria dell’Esercito Italiano che qui schierò diversi pezzi da 149 mm.
Presso quella che ancora oggi è definita "l'Area delle Battaglie", dove sono visibili sia linee trincerate italiane che austriache, vi è la trincea più difficile da occupare per le truppe italiane, la Trincea delle frasche, situata a poca distanza dal Cippo Corridoni e caratterizzata da un camminamento sotterraneo che la mette in collegamento con la vicina Dolina dei Bersaglieri, detta Dolina dei Cinquecento, che rappresenta un sito di notevole interesse storico in quanto al suo interno sono presenti alcuni resti di ruderi di strutture in muratura di quello che era un posto di medicazione avanzato per la linea del fronte di San Martino.
Al Parco Tematico della Grande Guerra è possibile accedere ai siti fortificati valorizzati dal Comune di Monfalcone sulle alture alle spalle della città. Percorrendo i tre tracciati predisposti è possibile visitare le numerose testimonianze delle grandi battaglie qui avvenute.
Il Museo della Grande Guerra di Gorizia all'interno del Castello della città comprende 9 sale allestite con particolare riguardo alla ricostruzione della vita in trincea, con testimonianze fotografiche sulla città di Gorizia e sul vissuto quotidiano dei soldati e dei civili.




LA PROPOSTA.


La proposta è rivolta a tutti coloro che desiderano visitare nei quattro giorni previsti dal programma alcuni dei luoghi più significativi della Grande Guerra sul fronte dell'Isonzo e del Carso. Grazie alla presenza ed alla competenza storica del nostro personale specializzato, potrete così apprezzare ancor di più l'unicità delle località e comprendere meglio quanto qui accadde. Durante il viaggio la nostra guida distribuirà un completo ed esauriente opuscolo, da noi realizzato, sulle località visitate e sui principali fatti d'arme ivi verificatisi. Inoltre sarà a disposizione per rispondere a qualsiasi domanda relativa alle mete del viaggio ed alle nostre numerose proposte.

E' sempre possibile una quotazione ad hoc per gruppi precostituiti.

In programmazione:
 dal 13 al 16 aprile 2012,
 dal 4 al 7 maggio 2012;
 dall'1 al 4 giugno 2012;
 dal 15 al 18 giugno 2012;
 dal 13 al 16 luglio 2012;
 dal 7 al 10 settembre 2012;
 dal 28 settembre all'1 ottobre 2012;
 dal 12 al 15 ottobre 2012.

Il costo totale è di euro 385,00 ed include tutto quanto descritto nel programma; supplemento di euro 68,00 per persona per la camera singola; quota di partecipazione di euro 17,00 per persona. Supplemento di euro 50,00 per persona con numero di partecipanti inferiore al previsto.

Partenza: VENERDI MATTINA.
Arrivo: LUNEDI SERA.
Durata: 4 GIORNI.
Periodo dell'anno: DA GENNAIO A DICEMBRE.
Consigliata a: SINGOLI, COMITIVE, SCOLARESCHE.

GIORNO 1: Partenza da Milano (o da altra città da definire) con pullman granturismo ed incontro con la nostra guida; pranzo libero durante il percorso. All'arrivo si visiteranno nell'ordine il Sacrario di Redipuglia, il Colle Sant'Elia, il Cimitero austo-ungarico di Fogliano e tutta la zona del Monte Sei Busi. Arrivo in serata a Gorizia; sistemazione nelle camere dell’hotel, cena e pernottamento.

GIORNO 2: Dopo la colazione in hotel, partenza in direzione della zona sacra del San Michele; l'itinerario porta alla cosiddetta "Area delle Battaglie" ed in particolare alla Trincea delle frasche, ove è possibile visitare anche il famoso Cippo Corridoni, dedicato al famoso sindacalista, qui caduto...



Scarica la brochure della proposta
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LA FORMULA PRIVATE TOUR.

Dal 2012 proponiamo i nostri tours più esclusivi anche nella formula "private tour", in modo da venire incontro a tutte le esigenze dei nostri clienti che vogliono vivere questa esperienza senza attendere la formazione del gruppo minimo e in piena libertà.
I tour possono essere svolti anche da piccoli gruppi, offrendo così un servizio personalizzato ed esclusivo in grado di soddisfare anche il viaggiatore più esigente. In loco con la nostra guida professionale o al momento della prenotazione, il viaggiatore potrà concordare modifiche al programma base delle visite per adattarlo al proprio gusto della scoperta e soddisfare i propri interessi personali. Eventuali differenze sui costi degli ingressi e dei trasferimenti verranno comunicati a richiesta sulla base delle modifiche proposte.
La formula prevede negli hotel indicati solo pernottamento e colazione; è sempre dovuta la quota di partecipazione di euro 17,00 per persona.

Quote per persona in camera doppia, solo land:
 minimo 2 persone: euro 499,00
 minimo 4 persone: euro 419,00
 minimo 6 persone: euro 339,00
 minimo 8 persone: euro 299,00
 minimo 10 persone: euro 259,00



LE IMMAGINI.

Sacrario di Redipuglia - Panoramica   Sacrario di Redipuglia - Le lapidi   Colle Sant'Elia - Mortaio austro-ungarico da 200 mm

Colle Sant'Elia - Resti di trincea   Cimitero austo-ungarico di Fogliano - Le tombe   Monte Sei Busi - Panorama

Area delle Battaglie - Cippo Filippo Corridoni   Area delle Battaglie - Cippo Brigata Sassari   Monte San Michele - Artiglierie



I TESTI PROPOSTI.

In collaborazione con la Libreria Militare di Milano proponiamo una serie di testi didattici, relativi agli eventi che si verificarono, e di cartine geografiche, relative alle zone che andremo a visitare. L'obiettivo è quello di fornire ad ogni nostro cliente il massimo supporto ed il migliore contributo possibile durante lo svolgimento della proposta.

Carso Dimenticato. Le spallate dell'autunno '16 Itinerari nel Carso dimenticato. Le spallate dell'autunno '16 sul Carso di Comeno Sul Carso della grande guerra
Trincee nascoste sul Carso Triestino Goriziano Sloveno Gente di trincea. La Grande Guerra sul Carso e sull'Isonzo L'inferno di pietra. Austriaci e Ungheresi sul Carso




GLI APPROFONDIMENTI.

Il Sacrario di Redipuglia.
 http://it.wikipedia.org/wiki/Sacrario_Militare_di_Redipuglia
 http://www.esercito.difesa.it/root/storia/redipuglia.asp

Il Colle Sant'Elia.
 http://rete.comuni-italiani.it/wiki/Fogliano_Redipuglia/Lapidi_sul_Colle_di_Sant'Elia
 http://anapisa.interfree.it/patria/sacrari/fatti/elia.htm

Il Fronte dell'Isonzo.
 http://www.grandeguerra.ccm.it/sez_cennistorici_isonzo_it.php
 http://isonzofront.altervista.org/


La proposta qui illustrata è interamente personalizzabile rispetto alle eventuali esigenze del cliente, sia dal punto di vista della durata che dal punto di vista delle mete del viaggio. Sulle orme della Storia è in grado di fornirvi sempre la migliore soluzione possibile, in modo da soddisfare pienamente i vostri desideri. Inoltre le mete qui indicate potrebbe subire una variazione per motivi non dipendenti da Sulle orme della Storia, quali le condizioni meteorologiche della stagione, l'impraticabilità delle strade, i periodi di chiusura delle strutture indicate.
Sono possibili anche proposte per viaggi individuali sul medesimo programma, ma con un aumento del prezzo finale, in quanto i servizi offerti sono originariamente divisi su più partecipanti.



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